I prefetti della provincia di Cagliari Dall'inizio del Novecento alla fine della prima guerra mondiale
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ArtikelUtgivningsinformation: Cagliari UNICApress UNICApress [Imprint] 2025Beskrivning: 1 electronic resource (186 p.)Innehållstyp: - text
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The analysis of local and national archival documents, in addition to providing interesting insights into the reality of different countries, has allowed us to learn about the men who managed the life of the province. First and foremost, the prefects, with their experiences before and, briefly, after their appointment, which was not always, indeed almost never, welcomed by those concerned, their dealings with the Ministry of the Interior, local administrations, and Sardinian deputies and senators. And, alongside the prefects, the prefectural commissioners, the mayors, the many men of power in a period full of change and tension, with the specter, which later became reality, of (almost) universal suffrage. From an analysis of the documents, primarily from the Central State Archives in Rome, but also from the archives in Cagliari and Iglesias, we can see how the various prefects proposed, or attempted to propose, solutions to the province's economic problems, especially in the face of unemployment caused by the war in the Iglesiente mines, for example. And, again in the Iglesiente area, they attempted to stem the formation of socialist administrations. To this end, they sought the help of the deputy prefect of Iglesias and the various royal or prefectural commissioners appointed from time to time in the various towns in the area, with the specific and declared aim of blocking socialist growth. Also significant was the progress made in what we might call an educational process, i.e., the attempt to resolve situations that could easily be defined as malfeasance: administrators closed in on their personal or family interests, municipal councils unable to propose solutions to the degradation in which citizens lived, due to neglect and, very often, ignorance. Different in terms of sensitivity, culture, but also prejudices and fears, real or imagined, through their reports to the ministry, the prefects show us a province that is still unknown in many ways, allowing us to see, beyond the usual notables, also the 'normal' citizens, the inhabitants of the various towns, large and small, of the province. Particular attention is paid to the royal and/or prefectural commissioners in order to understand the reasons behind their appointment: were they a response to the inaction or misdeeds of local authorities, or a means of control/punishment/usurpation of power by the state through the prefects?
L'analisi delle carte d'archivio, locali e nazionali, oltre a fornire interessanti elementi sulla realtà dei diversi paesi, ha permesso di conoscere gli uomini che gestirono la vita della provincia. I prefetti, innanzi tutto, col loro vissuto prima e, in breve, anche dopo quella nomina, non sempre, anzi, quasi mai gradita dagli interessati, il loro confrontarsi con il ministero dell'Interno, con le amministrazioni locali, con i deputati e i senatori sardi. E, accanto ai prefetti, i commissari prefettizi, i sindaci, i tanti uomini di potere in un periodo pieno dicambiamenti e di tensioni, con lo spauracchio, poi divenuto realtà, del suffragio (quasi) universale. Dall'analisi delle carte, innanzi tutto dall'Archivio centrale dello Stato, a Roma, ma anche dagli archivi di Cagliari e di Iglesias, vediamo in che modo i vari prefetti si proposero, o tentarono di proporsi, per risolvere i problemi economici della provincia, specie di fronte alla disoccupazione scatenata dalla guerra nelle miniere dell'Iglesiente, ad esempio. E, sempre nell'Iglesiente, come tentassero di arginare il formarsi di amministrazioni socialiste. Fondamentale, per questo, l'aiuto richiesto al viceprefetto di Iglesias e ai vari commissari regi o prefettizi di volta in volta nominati nei vari paesi della zona, col preciso e dichiarato proposito di bloccare la crescita socialista. Significativo anche il procedere in quello che potremmo definire un processo educativo, ossia il tentativo di risolvere situazioni facilmente definibili di malaffare: amministratori chiusi nei loro interessi personali o di famiglia, consigli comunali incapaci di proporre soluzioni al degrado in cui vivevano i cittadini, per incuria e, molto spesso, per ignoranza. Diversi per sensibilità, cultura, ma anche pregiudizi, paure, reali o immaginarie, attraverso le loro relazioni al ministero i prefetti ci mostrano una provincia per molti versi ancora sconosciuta, permettendoci di vedere, oltre i soliti notabili, anche i cittadini "normali", gli abitanti dei vari centri, grandi e piccoli, della provincia. Uno sguardo particolare è dedicato ai commissari regi e/o prefettizi per conoscere i motivi all'origine della loro nomina: una risposta al non fare o al mal fare dei poteri locali o uno strumento di controllo/punizione/ avocazione a sé del potere da parte dello Stato, attraverso i prefetti?
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