Le proprietà di un'occupazione Un'etnografia dell'ex MOI, Torino 2013-2019
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ArtikelSerie: Utgivningsinformation: Torino Rosenberg & Sellier 2023Beskrivning: 1 electronic resource (232 p.)Innehållstyp: - text
- computer
- online resource
- 9791259932297
- 9791259933560
- Society and Social Sciences
- Society and culture: general
- Social and ethical issues
- Migration, immigration and emigration
- Social groups, communities and identities
- Urban communities
- Sociology and anthropology
- Anthropology
- Politics and government
- Central government
- Central government policies
- Ex MOI Turin (2013-19)
- Housing occupation
- Migrants
- Security rationale of public policies
- Temporary reception
- Transnational migration networks
Open Access Unrestricted online access star
I migranti sembrano riscuotere interesse mediatico e scientifico solo quando attraversano i confini europei e finché sono inseriti in percorsi istituzionalizzati di richiesta di protezione internazionale. Ma sono migliaia le persone che escono ogni anno dal sistema di accoglienza con ben poche prospettive abitative e lavorative. Questo libro racconta l'esperienza di un'occupazione abitativa nel cuore di Torino, l'Ex MOI (2013-19), mettendo al centro la capacità dei migranti di imporsi all'attenzione, ansiosa e incostante (quando non ostile), delle autorità locali, di suscitare la formazione di collettivi politici con ruoli vicari, compensativi e suppletivi delle istituzioni, di attivare rapporti di supporto imperfetto delle mobilità che altri e altre arrivate dopo continuano a sperimentare.Frutto di un'etnografia condotta in militanza, il libro evidenzia le logiche aggregative e segmentarie dell'organizzazione dell'Ex MOI, i collegamenti tra le sue geografie interne e le circolazioni territoriali più ampie, le connessioni tra il locale dell'occupazione e il translocale dei mercati del lavoro, delle reti migratorie transnazionali, delle famiglie nei paesi di origine. Assumendo il punto di vista degli occupanti sui programmi di sgombero, racconta lo stupore di fronte alle razionalità securitarie delle politiche pubbliche, a progetti immaginati senza il coinvolgimento dei propri beneficiari, a interventi incapaci di interagire con l'esistente, riconducendo il migrante alla condizione di soggetto-sempre-e-comunque-bisognoso di schemi di accoglienza transitoria.
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