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Spalloni e bricolle Storia sociale del contrabbando al confine tra Italia e Svizzera 1861–1939

Av: Medverkande: Materialtyp: ArtikelSerie: Utgivningsinformation: Bern Diplomatische Dokumente Schweiz 2025Beskrivning: 1 electronic resource (228 p.)Innehållstyp:
  • text
Medietyp:
  • computer
Bärartyp:
  • online resource
ISBN:
  • 978-3-907261-55-2
  • 978-3-907261-56-9
  • 978-3-907261-57-6
  • 978-3-907261-58-3
Ämnen: Onlineresurser: Sammanfattning: Al confine tra Italia e Svizzera il contrabbando è stato esercitato in passato con un'intensità del tutto straordinaria. Le merci venivano acquistate in Svizzera e introdotte illegalmente in Italia dove, a causa di tributi fiscali e monopoli, erano notevolmente più care. Gli spalloni le trasportavano nottetempo nelle bricolle, in sfiancanti camminate, lungo le vie più discoste e impervie. Attingendo a una gamma di fonti particolarmente ampia e diversificata, lo studio ricostruisce i meccanismi, le implicazioni diplomatiche e le funzioni simboliche del contrabbando dall'Unità d'Italia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Emerge come questa forma di illegalità popolare sia stata una risorsa per sfuggire alla miseria, ma anche una forma di resistenza all'odiato Stato centrale. La figura dello spallone si fissò nell'immaginario popolare come simbolo di coraggio e riscatto. Oltre a evidenziare la profonda compenetrazione tra contrabbando e società, la ricerca illustra in che modo, con l'avvento della dittatura fascista, mutarono le funzioni e le percezioni di un confine a maglie sempre più strette.
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Al confine tra Italia e Svizzera il contrabbando è stato esercitato in passato con un'intensità del tutto straordinaria. Le merci venivano acquistate in Svizzera e introdotte illegalmente in Italia dove, a causa di tributi fiscali e monopoli, erano notevolmente più care. Gli spalloni le trasportavano nottetempo nelle bricolle, in sfiancanti camminate, lungo le vie più discoste e impervie. Attingendo a una gamma di fonti particolarmente ampia e diversificata, lo studio ricostruisce i meccanismi, le implicazioni diplomatiche e le funzioni simboliche del contrabbando dall'Unità d'Italia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Emerge come questa forma di illegalità popolare sia stata una risorsa per sfuggire alla miseria, ma anche una forma di resistenza all'odiato Stato centrale. La figura dello spallone si fissò nell'immaginario popolare come simbolo di coraggio e riscatto. Oltre a evidenziare la profonda compenetrazione tra contrabbando e società, la ricerca illustra in che modo, con l'avvento della dittatura fascista, mutarono le funzioni e le percezioni di un confine a maglie sempre più strette.

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